ARTE IN BIANCONERO CON HOLGA E FLASH

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Nell’aggiornamento odierno di Nadir Magazine, l’esperienza creativa del fotografo Carlo Riggi con una fotocamera Holga, una pellicola in bianconero ed il flash. La luce del flash amatoriale è brutta, bruttissima, ma nelle mani giuste può diventare uno strumento creativo.

“Ho odiato il flash per anni” – racconta Carlo Riggi nell’articolo “Lampi di follia” pubblicato su Nadir Magazine – “l’ho sempre considerato un artificio demoniaco, in grado di alterare ogni condizione di veridicità, introducendo una variabile dalla connotazione violenta, deturpante, destinata all’ineluttabile appiattimento e depauperamento dell’immagine, in una chiave di diniego onnipotente delle condizioni ambientali”.

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Il racconto di Carlo Riggi prosegue e, inframezzato dalle particolari immagini realizzate, arriva alla conclusione: “A ben vedere, più che di autarchia si tratta di una forma particolare di autismo: il fotografo interrompe qualunque relazione col mondo esterno, o meglio col suo superfluo, l’eccedenza rispetto al puro rapporto intimo col soggetto, per agire una stereotipia affidata alla volontà del mezzo. Una dimensione psicotica, allucinatoria, la piena realizzazione di quell’idea di inconscio fotografico che, mutuata dalle teorie di Franco Vaccari, mi accompagna da tempo e che, me ne rendo conto solo adesso, proprio il flash realizza appieno”.

L’articolo intero “Lampi di follia” di Carlo Riggi pubblicato su Nadir Magazine, è qui.

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