CREDO ANCORA NEL GRANDE COCOMERO, MANNAGGIA A LINUS!

ZuccaHalloween.jpgMolte persone della mia età hanno mosso i primi passi verso i fumetti più impegnati passando da “Topolino” ed il Corriere dei Ragazzi (ex Corriere dei Piccoli) a “linus” (il nome della rivista si scriveva tutto in minuscolo). Era più che una semplice rivista mensile di fumetti provenienti dall’America, le famose “strisce”, e venivano affrontati per la prima volta, spesso dietro un sorriso, piccoli e grandi problemi della società nelle strisce dei Peanuts, Bristow, B.C., etc.

Fu una ragazza universitaria che mi aiutava in matematica quando facevo le medie a portare con sé, una volta, una copia di Linus appena comprata in edicola e me la mostrò. Apprezzando il mio interesse, la volta successiva me ne portò una in regalo e, più che dire che la lessi avidamente, devo dire che la studiai come non avevo mai studiato in vita mia nessun libro di scuola: c’era un mondo nuovo in quelle pagine, concetti nuovi e problemi che non comprendevo ancora alla perfezione vista la mia giovane età.

Tra le tante situazioni ricorrenti che coinvolgevano la grande famiglia dei Peanuts, c’era la lunga attesa notturna di Linus del “Grande Cocomero”. La situazione mi incuriosiva anche perché non ne capivo il significato e pensavo che il “Grande Cocomero” fosse frutto della fantasia di un bambino e mi disorientava la presenza di Linus di notte in un campo di grossi frutti, probabilmente dei cocomeri particolarmente grandi. Sì, mi sembravano anche delle zucche, ma poiché Linus parlava di “Grande Cocomero” mi pareva scontato che si trattasse di cocomeri, probabilmente disegnati in maniera molto semplice nello stile caratteristico di Schultz.

50 anni fa l’America era lontana, o meglio erano lontane e sconosciute le sue tradizioni: ancora non si sapeva di Halloween visto che per noi, gli stessi giorni, erano dedicati al culto dei defunti ed alla visita annuale della tomba di famiglia, spesso la scusa per una gita alla città natale, per stare con i parenti e rivedere gli amici. Le zucche le mangiavamo, non le tagliuzzavamo per metterci le luci dentro, non sapevamo di “dolcetto o scherzetto” e non ci vestivamo da zombie, mostri e fantasmi.

Sono cresciuto convinto che esistesse una tradizione del “Grande Cocomero” e solo da adulto ho capito che si trattasse delle zucche di Halloween. Dovrei chiedere un risarcimento al traduttore in italiano delle strisce di Linus (quelle originali parlano sempre di “pumpkin”, cioè zucca) per aver condizionato e manipolato la mia formazione culturale per tanti anni.

Dolcetto o scherzetto?

Rino Giardiello

GrandeCocomero.jpg

Due vignette sul Grande Cocomero: come si può ben vedere, nella versione originale si parla di “Great Pumpkin”, grande zucca, non cocomero!

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